In cerca dei sei personaggi
Da Luigi Pirandello. Scritto e diretto da Emma Dante
con Emma Dante, Angelica Bifano, Davide Celona, Enrico Lodovisi, Carmine Maringola, Simone Mazzella, Annamaria Palomba, Rita Russo, Samuel Salamone
Prima assoluta
In occasione del bicentenario dall’inaugurazione del Teatro Valle di Roma – il sipario si levò per la prima volta il 7 gennaio 1727 – Emma Dante porta in scena la sua rilettura di Sei personaggi in cerca d’autore di Luigi Pirandello: destinata a diventare uno dei testi cardine del teatro del Novecento, la commedia debuttava su quel palcoscenico il 9 maggio del 1921, suscitando lo scandalo di un pubblico che non capiva la portata rivoluzionaria del teatro dello scrittore siciliano. «Dirigo gli attori e le attrici della mia compagnia – spiega Emma Dante – su un palcoscenico completamente vuoto. Gli spettatori e le spettatrici partecipano al nostro processo creativo. Siamo lì, nel ventre del teatro. Noi a fare gli esercizi e il pubblico ad assistere alla gestazione di un futuro spettacolo. Davanti ai nostri occhi nascono i sei personaggi portatori di un dramma doloroso: il Padre, la Madre, il Figlio, la Figliastra, il Giovinetto, la Bambina. Sono io la levatrice. Interrogo i nuovi nati, discutiamo, ascolto la loro storia. I sei personaggi non arrivano da dietro le quinte, ma s’incarnano nei corpi degli attori e delle attrici durante la palestra dei sentimenti, quando il livello della concentrazione è molto alto e profondo. Il pubblico assiste a questa transizione, l’attrice o l’attore si prepara, si concentra, richiama a sé il fantasma e il personaggio nasce, si insinua in lui con tutta la sua forza espressiva, con tutto il suo sapere e la sua voglia di vivere. Io, il Direttore, li seguo nell’azione, nelle parole, nei gesti ch’essi propongono; provo a volerli com’essi si vogliono. “Quando un personaggio è nato, acquista subito una tale indipendenza anche dal suo stesso autore, che può esser da tutti immaginato anche in tante altre situazioni in cui l’autore non pensò di metterlo, e acquistare anche per se stesso un significato che l’autore non si sognò mai di dargli!” e pian piano scopro che sono autonomi, non più disposti a obbedire ai miei comandi. Si credono reali, in ogni gesto, in ogni parola, si piantano sul palco come alberi dalle forti radici. Io sono di fronte a loro. Ci guardiamo. Ci sfidiamo. Non se ne andranno, non ci lasceranno più».



