16 ottobre 2019

Grazie a Dio

Da giovedì 17 ottobre al Carbone il nuovo film del regista François Ozon – Gran Premio della Giuria al Festival di Berlino – Grazie a Dio. Il film riprende il suo titolo dalle parole testuali dell’arcivescovo di Lione, Philippe Barbarin, alla conferenza stampa sul caso di pedofilia ecclesiastica che nel 2016 ha sconvolto l’opinione pubblica francese: “Grazie a Dio tutti questi fatti sono prescritti”.

Interamente basato sulla cronaca vera, il film di Ozon è sorprendente, un'opera che rispetta i fatti e i nomi reali degli interessati: per questo in Francia ha rischiato, fino all’ultimo, di non uscire, per l’opposizione dei ‘veri’ protagonisti della vicenda.

I soggetti narranti e operanti sono le vittime non rassegnate di un sacerdote stimato e benvoluto, padre Bernard Preynat, colpevole ‘solo’ di aver abusato per anni di decine e decine di piccoli boy scout che assisteva. Le vittime ormai adulte, in successione, hanno il coraggio di riportare a galla quell’incubo che trent’anni prima gli ha segnato la vita, scontrandosi con la vergognosa sordità del cardinale Barbarin, che giusto nel marzo di quest’anno è stato condannato in primo grado a sei mesi con la condizionale per “omessa denuncia di maltrattamenti”.

“Quello che mi ha sconvolto – dice il regista – è che tutti sapevano, che molte famiglie cattoliche praticanti avevano denunciato i fatti e che per trent’anni quel sacerdote sia stato lasciato al suo posto, a contatto con i bambini, libero di fare quello che dichiaratamente faceva – a suo dire – per malattia”.Quello di Ozon è il film di un laico, di educazione cattolica, ‘per e non contro la Chiesa’, come afferma uno dei personaggi. Ma soprattutto è un film, prodigo di tensioni in crescendo, asciutto, antiretorico, costruito su traiettorie intime che approdano a un senso politico.

13 ottobre 2019

Tutto il cinema in inglese di Cinematime

Tanto cinema e solo in inglese. Da mercoledì 16 ottobre torna CINEMATIME, la rassegna organizzata in collaborazione con Wall Street English rivolta a chi vuole apprezzare sul grande schermo i film di maggior successo finalmente in versione originale e magari cogliere l'occasione - prima della proiezione - per una conversazione "cinefila", rigorosamente in lingua! La formula di CINEMATIME prevede infatti alle 21.15 la proiezione e alle 20.30 Cinematime Prep, un momento dedicato a chi vuole far pratica del proprio inglese in cui gli insegnanti di Wall Street Engilsh guidano una chiacchierata su vicende, personaggi e ambienti al centro del film in programma.

Mercoledì 16 ottobre si parte con BOHEMIAN RAPSODY, il film campione di incassi della scorsa stagione che è valso a Rami Malek l'Oscar come Miglior attore protagonista per l'interpretazione di Freddye Mercury. Il programma prosegue il 27 novembre con MARY POPPINS RETURNS, sequel dell'immortale film prodotto da Walt Disney con Emily Blunt che riprende il ruolo che fu di Julie Andrews, per riprendere il 22 gennaio con GLORIA BELL, storia di una donna fragile e insieme indistruttibile interpretata da Julia Roberts. Mercoledì 19 febbraio è la volta di AT ETERNITY'S GATE, con Willem Dafoe nei panni di Vincent Van Gogh, mentre MARY QUEEN OF SCOTS di Josie Rourke (mercoledì 25 marzo) propone una nuova versione della vicenda di Maria Stuart e della sua rivalità con Elisabetta I di Inghilterra. Nel film di chiusura della rassegna - BEN IS BACK, mercoledì 22 aprile - ritroviamo Julia Roberts questa volta come madre di un ragazzo che cerca fiducia e affetto per far ripartire la propria vita.

11 ottobre 2019

Alessandro Rossetto presenta Effetto Domino

Un affresco spietato della provincia italiana. Sabato 12 ottobre (ore 21.15) Alessandro Rossetto torna al cinema del carbone per presentare EFFETTO DOMINO, il suo nuovo lungometraggio presentato nella sezione Orizzonti all'ultima Mostra del Cinema di Venezia. Come in Piccola Patria è ancora il Nord Est protagonista del racconto. Con la consueta sensibilità antropologica, Rossetto ci presenta una società disperatamente votata al lavoro, nella vana speranza di un arricchimento ormai impossibile in un mondo privo di risorse. Uomini e donne si affannano a sventrare un territorio, a sovvertire quasi le leggi della natura in ragione di una speculazione edilizia che non ha più nemmeno la scusa di accompagnare lo "sviluppo", ma che cerca nel business delle case di riposo l'ennesima opportunità di saccheggio. Una lotta di tutti contro tutti sullo sfondo di scenari più che attuali: la globalizzazione del capitalismo, l'inesorabile invecchiamento della popolazione, la dissoluzione dei legami comunitari. Il cast comprende Marco Paolini, Diego Ribon, Mirko Artuso, Roberta Da Soller, Lucia Mascino e Maria Roveran, co-autrice e interprete anche delle musiche del film.

10 ottobre 2019

Si apre il tesseramento per Cultura alle 16 e 15

Da venerdì 11 ottobre prende il via il tesseramento per Cultura alle 16:15, l'intenso programma di film, concerti, reading, conferenze e visite guidate alla città riservato al pubblico over 65 in orario pomeridiano e realizzato con il sostegno del Comune di Mantova. Tredici appuntamenti filmici, dal 23 ottobre fino all 23 aprile,  intrevallati dagli interventi  realizzati in collaborazione con Oficina OCM e Associazione degli Amici dell'Orchestra da Camera di Mantova, Biblioteca Mediateca Baratta e Archivio Storico del Comune di Mantova, Amici di Palazzo Te e dei Musei Mantovani.

Le tessere hanno il costo di 25 euro e possono essere acquistate presso il Cinema Oberdan:

- il lunedì dalle 14.30 alle 17.30;

- dal martedì al venerdì dalle 9.30 alle 12.30, oppure direttamente sul luogo in occasione delle attività.

Al momento dell’iscrizione gli interessati alle proiezioni dovranno indicare il giorno (mercoledì, giovedì o venerdì) e il posto a sedere prescelto.

09 ottobre 2019

I martedì pomeriggio a 4 euro: solo per i soci!

Volevate una ragione in più per farvi soci? Eccovi accontentati: da qui a dicembre - per chi sottoscrive la tessera 2019-20 del cinema del carbone - lo spettacolo di martedì alle 18 del film di prima visione costa solo 4 euro. Non possiamo certo svelarvi quali film avremo in programma, certo è che le sorprese non mancheranno. Il primo appuntamento è con Lou von Salomè, martedì 15 ottobre. La tessera - ve lo ricordiamo - oltre a darvi sempre la possibilità di entrare a prezzo ridotto anziché a prezzo intero (feste comandate comprese), vi offre sconti alla stagione teatrale della Fondazione Mantova Capitale dello Spettacolo, al ristorante Giallozucca e da Tosoni Gioielli di via Roma. Il costo è ormai scolpito nella pietra: 10 euro per i soci ordinari, 20 (o più) per i sostenitori, gratuita per gli under 25. Vi serve qualche altra ragione per tesserarvi?

30 settembre 2019

La festa è... Diabolika!

Via Oberdan o... Clerville? Sabato 5 ottobre il cinema del carbone apre ufficialmente la sua stagione cinematografica con Diabolika, un happening interamente dedicato all'eroe mascherato nato dalla fantasia delle sorelle Giussani. In sintonia con l'annunciata uscita nel 2020 di un nuovo lungometraggio ispirato alle gesta del "re del terrore" diretto dai Manetti Bros, per la tradizionale festa di tesseramento il cinema del carbone riproporrà il DIABOLIK di Mario Bava, uscito nelle sale poco più di cinquant'anni fa e divenuto nel tempo un classico della psichedelia cinematografica e della pop art degli anni ’60. Ma - come di consuetudine - il programma della festa si preannuncia molto più ricco: oltre alle due proiezioni del film - in programma alle 18.30 e alle 22.00 -, DIABOLIKA prevede un buffet da brivido e il temutissimo gioco del terrore, con misteriosi premi in palio. A chiudere la serata - ovviamente - l'imprevedibile, a beneficio o a discapito di chi rimarrà fino a tarda sera. Le quote di tesseramento per la stagione 2019-20 restano invariate: 10 euro per i soci ordinari, 20 (e più) euro per i soci sostenitori, gratuita per gli under 25.

30 settembre 2019

Al cinema tra mindfulness e metodo Montessori

Al cinema del carbone si torna a parlare di scuola e di (buone) pratiche educative. A poco più di tre anni di distanza da Le scuole buone - il ciclo di film per insegnanti, e genitori in ricerca proposto tra febbraio e marzo 2016 - e in coincidenza con l'apertura del nuovo anno scolastico, sullo schermo di via Oberdan ecco due nuove occasioni per parlare di alcune esperienze educative volte a coltivare l'autonomia e la creatività e a combattere il disagio che arriva nelle aule scolastiche. Si inizia martedì 8 e mercoledì 9 ottobre con BE HAPPY. LA MINDFULNESS A SCUOLA, che ci porta nelle aule delle scuole e dei centri educativi statunitensi che hanno adottato questa particolare tecnica di meditazione. La serata di martedì - realizzata in collaborazione con Spazio Sati - sarà introdotta da Cinzia Crespi, insegnante senior Mindfulness e insegnante Yoga certificata YANI. Lunedì 14 e martedì 15 ottobre sarà la volta di IL BAMBINO È IL MAESTRO. IL METODO MONTESSORI, il film documentario di Alexandre Mourot che racconta la vita quotidiana all'interno della più antica scuola d'infanzia montessoriana francese tra gioco, relazioni e apprendimento. Le due proiezioni del film sono organizzate in collaborazione con Associazione Progetto Montessori e Mango Tree Montessori Lab. Costo delle proiezioni: intero 7 euro, ridotto 5 euro. E' possibile effettuare il pagamento con la Carta del Docente. Con il patrocinio dell'Assessorato alle Politiche Educative del Comune di Mantova.

30 settembre 2019

Un'overdose di cinema coreano

Non solo Parasite. La Palma d'Oro assegnata quest'anno a Cannes al film di Bong Joo-ho rappresenta un riconoscimento a una cinematografia che da ormai quasi vent'anni si è conquistata un posto di prima grandezza in ambito internazionale. Dopo la proiezione in queste settimane di BURNING di Chang-dong Lee, da metà ottobre il cinema del carbone è lieto di ospitare K-Cinema. Il fascino (in)discreto della Corea del Sud, la rassegna che Tucker film dedica al cinema coreano grazie al lungo lavoro di esplorazione compiuto dal Far East Film Festival. Si inizia lunedì 21 ottobre con LITTLE FOREST di Soon-rye Yim, ritorno ai tempi e all'essenzialità della vita rurale parte di un giovane in fuga dalla metropoli. Lunedì 28 ottobre è la volta di A TAXI DRIVER, in cui il regista Hoon Jang utilizza gli stilemi del blockbuster per riportarci al momento della grande rivolta popolare contro la dittatura di Chun Doo-hwan. THE GANGSTER, THE COP, THE DEVIL di Won-tae Lee chiude la rassegna lunedì 4 novembre: l'eterna lotta tra sbirri e banditi sull'incerta linea di confine che divide il bene tra il male, in un film che sa coinugare l'action-thriller con il divertimento. Tessera tre film: 12 euro.

25 settembre 2019

Dalle pagine di Murakami nasce un film di rabbia e mistero

Parlare, attraverso il cinema, non solo di ciò che è visibile, ma anche di quello che all’occhio si nasconde. La sfida è commisurata al talento dell’autore e alla sua fonte di ispirazione, Haruki Murakami, e al racconto Granai incendiati (1984). Trasferendo la vicenda dal Giappone alla Corea, ma condividendo col romanziere la fiducia nel potere del trascendente nell’arte, Chang-dong Lee confeziona un perfetto enigma in cui le sparizioni si sommano: un mandarino, un gatto, un pozzo… fino alla protagonista. Vertice di un triangolo amoroso con lotta di classe, la giovane Haemi è forse la figura più enigmatica in un universo dove pochi sono i punti fermi: siamo in un thriller, in un melodramma sentimentale, in un racconto metaforico sulla gioventù contemporanea? E, soprattutto, davvero importa?

Il protagonista Jongsu viene da una famiglia contadina, il padre ha problemi con la legge, lui sogna una vita da scrittore, legge Faulkner perché racconta storie “di uomini come me”. Il re-incontro con Haemi, sua ex-compagna di scuola che lui si divertiva a prendere in giro, apre una breccia verso il passato e una verso il futuro. Ma solo per un momento. L’arrivo sulla scena di Ben, “Gatsby” coreano, giovane dalla ricchezza sfacciata e misteriosa, deflagra in un tragico faccia a faccia. Un  film incandescente con un finale, allegorico e politico, da togliere il fiato.

Io Donna

20 settembre 2019

Ecco The rider: il gioiellino indie che rielabora il western

C’è qualcosa che scalpita nel passato del giovane Brady Jandreau. Un cavallo selvaggio, imbizzarrito, che ricompare nei suoi sogni e poi fugge via lasciandolo solo con le sue cicatrici e i suoi ricordi. Brady è una ex star dei Rodei che dopo una grave caduta da cavallo subisce un forte trauma cranico, quindi costretto a stare lontano dall’azione, lontano dai pericoli, lontano da se stesso. Deve ricominciare a vivere, prima di tornare a sognare.

È una bella sopresa The Rider. Un film che partendo dalla storia autobiografica di questo ragazzo (che intepreta se stesso nel film) riesce a disegnare una sincera parabala universale di accettazione dei propri limiti e di dolorosa redenzione. Ma è anche un western The Rider? Certamente ne assume tutte le coordinate immaginarie: innanzitutto quelle iconografiche (l’abbiglimento, gli accessori da cowboy, i cavalli), poi temporali (una dilatazione “epica” delle cavalcate che fa respirare il film oltre la sua stessa trauma) e infine spaziali (questo South Dakota dei giorni nostri sempre molto simile a del vecchio West). Insomma la talentuosa regista cinese Chloé Zhao – che ormai da anni lavora in America –  riesce nell’impresa di far viaggiare su due binari separati (ma destinati fatalmente a incontrarsi) il percorso autobiografico di Brady e quello del genere Western: quando il ragazzo guarda i filmati della sua caduta su YouTube il suo smartphone ci regala le immagini mitiche dei tempi d’oro, una Low Definition che invade lo schermo dialogando con i primi piani e con la macchina a mano così tipica del cinema indie americano.

Ecco allora che per tornare a sperare Brady deve sfidare il dolore e la sua vistosa cicatrice (soprattutto interiorie) riavvicinandosi ai cavalli, riiniziando ad addestrarli in quel lunghissimo (e bellissimo) corteggiamento che porta un animale a fidarsi dell’uomo. La successiva cavalcata nella prateria assume pertanto i connotati di un vibrante ritorno al genere: i primi e primissimi piani (del dolore) di Brady diventano ora campi lunghi e lunghissimi accompagnati da musica strumentale, con il “cinema classico” che irrompe creando quest’ibrido fascinoso e decisamente riuscito. Perchè The Rider rimane un film fatto di piccole cose, quelle necessarie: il dolore represso di Brady si scioglie solo con la sorellina (che ha qualche problema relazionale) e con un suo vecchio collega di rodei ormai paralizzato. Insomma Brady si riavvicina pian piano agli affetti e il film lo pedina con rispetto, spesso in silenzio, arrivando letteralmente a curare le sue ferite con l’apertura al western che segna anche un contatto emotivo con l’immaginario di tutti noi spettatori. Un abbraccio che avvertiamo.

Pietro Masciullo, Sentieriselvaggi.it