giovedì
05
marzo

La mafia che muore in bicicletta

la notizia del mese

con Lorenzo Tondo

Il 22 maggio 2017, come ogni mattina, il boss Giuseppe Dainotti inforca la sua bicicletta per recarsi al bar, nel cuore del quartiere Zisa di Palermo. Quel giorno la sua pedalata quotidiana viene interrotta da due colpi di pistola che gli spezzano la vita. La città è sconcertata: la mafia non premeva il grilletto da più di tre anni a Palermo, e mai pensava che sarebbe tornata a farlo. Se quell'omicidio ci dice che Cosa Nostra è ancora viva, ci racconta anche che è profondamente cambiata. Schiacciata dalla crisi, decimata dagli arresti e dai pentiti, a corto di soldi e soldati, orfana di capi e costretta a dividere gli affari con le nuove gang straniere, Cosa Nostra non è di certo più quella degli anni '90, che aveva in pugno i destini della Sicilia e non solo, e sembra oggi aver perso gran parte della sua autorità.

Lorenzo Tondo è giornalista e corrispondente del Guardian, per il quale si occupa di Sud Europa e di temi legati alla crisi migratoria. In passato ha collaborato con The New York Times e Time. Dal 2010 al 2015 ha lavorato nella redazione di  Repubblica a Palermo, dove ha ottenuto numerosi riconoscimenti per le sue inchieste. Nel 2018 ha pubblicato il libro Il Generale, dedicato alla sconcertante vicenda giudiziaria che ha avuto come protagonista Medhanie Tesfamariam Berhe.