sabato
17
gennaio
14:30
domenica
18
gennaio
10:00

Noi credevamo. Cinema italiano e storia d'Italia (dal 1960 ai nostri giorni)

Docente: Bruno Fornara.

Dopo Ma l'Italia s'è desta?, altri cinquant'anni di storia italiana. Dal boom dei primi anni Sessanta a oggi. Il cinema continua a raccontare e a raccontarci: racconta a noi e racconta di noi. Come sempre – questo è il suo compito – si interroga e ci fa domande. Cosa succede nell'Italia che si lascia definitivamente alle spalle la guerra e la ricostruzione? Il paesaggio cambia in fretta, bisogna darsi da fare, velocità, automobili, tv, frigorifero. Il nostro grande cinema dei primi anni sessanta registra i cambiamenti sociali, culturali, di costume. Sono i film che ancora oggi ci raccontano quell'Italia che si vuole diversa. Fellini: La dolce vita (1960), Otto e mezzo (1963). Antonioni: L'avventura (1960), L'eclisse (1962). Visconti: Rocco e i suoi fratelli (1960). Pasolini: Accattone (1961), La ricotta (1963). Olmi: Il tempo si è fermato (1959), Il posto (1961). Bellocchio, con l'esordio più dirompente del decennio, I pugni in tasca (1965). E Carmelo Bene: Nostra Signora dei Turchi (1968). E Ferreri: Dillinger è morto (1969), La grande abbuffata (1973). E Bertolucci: Prima della rivoluzione (1964), La strategia del ragno (1970). E Rosi, Le mani sulla città (1963). E Il sorpasso di Risi (1962) diventa il film che riassume quell'intero periodo. Poi, la contestazione, il movimento, il Sessantotto, gli anni di piombo. Altri registi raccontano. Moretti racconta se stesso: Ecce Bombo (1978), Bianca (1984), Palombella rossa (1989). Amelio racconta gli altri: Lamerica (1994). Ciprì e Maresco mostrano mostri umanissimi: Lo zio di Brooklyn (1995). Giordana compendia la storia di trent'anni in La meglio gioventù (2003). I migliori film degli ultimi anni, nello smarrimento del primo decennio del terzo millennio, si domandano quanto l'Italia, così cambiata, continui a restare ferma a un passato che non passa. Bellocchio: L'ora di religione (2002), Buongiorno notte (2003), Vincere (2009). Garrone: L'imbalsamatore (2002), Gomorra (2008). Moretti, Il caimano (2006). Sorrentino: Il divo (2008). Quando ricomincerà a muoversi la nostra storia? O il presente somiglierà ancora e sempre al passato? Ce lo ricorda Martone, Noi credevamo (2010). Ce lo mostra, il passato che continua, Frammartino in Le quattro volte...

Bruno Fornara fa il critico cinematografico. È stato presidente della Federazione Italiana Cineforum e direttore editoriale di «Cineforum». Ha scritto Charles Laughton, La morte corre sul fiume e Geografia del cinema. È stato organizzatore del Bergamo Film Meeting e nel 2013 è stato nuovamente tra i selezionatori della Mostra del Cinema di Venezia. Insegna alla Scuola Holden di Torino e collabora con il Torino Film Festival. 

Sabato 17 (ore 14.30-19.30) e domenica 18 gennaio (ore 10.00-13.00; 14.00-16.00).

Iscrizione: 30 euro per i soci, di 30 euro + tessera associativa 2014-2015 per i non soci, 15 euro per gli studenti delle scuole superiori e dell'Università di Mantova.