martedì
22
gennaio
18:15 21:15

KINSHASA MAKAMBO

di Dieudo Hamadi — Repubblica Democratica del Congo, Francia, Svizzera, Germania, Norvegia, 2018, 75'
proiezione in francese, lingala con sottotitoli in italiano

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Christian, Ben e Jean-Marie si battono da anni per un cambiamento politico e libere elezioni nel loro paese, la Repubblica Democratica del Congo. Ma dopo due mandati il presidente Joseph Kabila non vuole cedere il potere. Come cambiare il corso degli eventi? Unendo le forze con il vecchio leader del partito di opposizione? Il dialogo è possibile o bisogna puntare a una sollevazione popolare, con il rischio di un bagno di sangue? Kinshasa Makambo ci immerge senza filtri nella lotta dei tre attivisti, che né i proiettili né la prigione né l’esilio sembrano in grado di fermare.

La repressione contro i giovani congolesi impegnati nella lotta per la democrazia ha raggiunto proporzioni preoccupanti. La Repubblica Democratica del Congo somiglia a una prigione a cielo aperto, dove la minaccia di scomparire nel nulla aleggia su ogni cittadino che aspiri al cambiamento. Secondo molti osservatori il 2016 sarebbe stato un anno particolarmente agitato, troupe televisive da tutto il mondo vennero nel nostro paese per documentare le promesse elezioni presidenziali e il caos annunciato. Anch’io ho voluto prendere la mia telecamera, ma per filmare gli uomini e le donne che quel caos lo avrebbero affrontato, quei giovani senza futuro che avevano deciso di lottare per conquistarne uno. Nel nostro paese ci sono sempre stati uomini e donne che si sono ribellati alle ingiustizie. Che fosse durante lo schiavismo, la colonizzazione, la dittatura, sempre ci sono state persone che hanno combattuto rischiando la vita, ma quasi tutti sono stati dimenticati. Come regista, ho voluto usare il cinema per immortalare la loro lotta per la libertà, il loro sacrifici per un “Nuovo Congo”. Kinshasa Makambo è un lavoro di memoria: volevo che le prossime generazioni ricordassero quelli che furono pronti a tutto per tornare padroni dei propri destini. Ho voluto raccontare le storie di questi “eroi qualuque”, perché come disse Lumumba: “Un giorno, la storia del Congo non sarà scritta alle Nazioni Unite, a Washington, Parigi o Bruxelles, ma nelle strade di Mbandaka, Kinshasa, Kisangani, e sarà una storia di gloria e dignità.

Dieudo Hamadi