lunedì
14
maggio
21:15

L’ATTORE SENZA SPETTACOLO

Con Roberto Latini (in dialogo con Andrea Porcheddu)

Attore, autore e regista, si è formato a Roma presso Il Mulino di Fiora, Studio di Recitazione e di Ricerca teatrale diretto da Perla Peragallo, dove si è diplomato nel 1992. Si è laureato discutendo una tesi in Metodologia e Critica dello Spettacolo presso la facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università degli Studi di Roma “La Sapienza". Tra gli altri, ha ricevuto il Premio Siparionell'edizione 2011promossa dall'Associazione Nazionali dei Critici di Teatro, il Premio UBU 2014come Miglior Attore, il Premio Della Criticadall'Associazione Nazionale dei Critici di Teatro nel 2015e il PremioUBU2017 come Miglior Attore.
È il fondatore della compagnia Fortebraccio Teatro, riconosciuta dal Ministero per i Beni e le Attività culturali dal 1999, con la quale ha intrapreso negli ultimi vent’anni una personalissima ricerca che ha al suo centro l’arte e la responsabilità dell’attore, e come campo d’azione la drammaturgia dei classici e la scrittura scenica. Le produzioni più recenti sono: Cantico dei cantici, Amleto + Die fortinbrasmaschine, Metamorfosi (di forme mutate in corpi nuovi), I giganti della montagna, Ubu Roi.
Ha diretto il Teatro San Martino di Bologna dal 2007 al 2012.

Andrea Porcheddu: Critico teatrale e studioso, va a teatro dal 1988, più o meno ogni sera. Ha raccontato quel che pensava su diverse testate nazionali, online, cartacee, radio e tv. Attualmente collabora con glistatigenerali.come con Radio3Rai. Nel suo percorso ha incontrato Emma Dante, Ascanio Celestini, Arturo Cirillo, Virgilio Sieni, Ricci/Forte e molti altri artisti cui ha dedicato libri e saggi. Nel frattempo tiene corsi all’Università (all’Università di Roma “La Sapienza”) e laboratori di critica, come quelli fatti per lungo tempo alla Biennale Teatro di Venezia. Si è dedicato alle teorie critiche applicate alla scena italiana con Questo fantasma, il critico a teatro (Titivillus editore) e cura la collana Guide Teatrali di Cue Press. Ha da poco pubblicato il libro Che c’è da guardare? La critica di fronte al teatro sociale d’arte (Cue Press, 2017). Ha diretto festival, ha lavorato all’estero come consulente artistico, e ha impunemente scritto tre romanzi gialli ambientati in teatro