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Belle dormant

di Adolfo Arrieta — Francia, Spagna, 2016, 82'
con Niels Schneider, Agathe Bonitzer, Mathieu Amalric, Tatiana Verstraeten, Andy Gillet
proiezione in francese con sottotitoli in italiano

guarda il trailer

Cento anni fa il reame di Kentz è stato colpito da un sortilegio che ha fatto addormentare gli abitanti. Solo baciando la bellissima principessa Rosemunde sarà possibile svegliare lei e il suo popolo. Nel regno che oggi ha inglobato quello di Kentz, il giovane principe Égon trascorre le notti suonando la batteria. Di giorno ha un solo pensiero: trovare la Bella Addormentata nel regno di Kentz e spezzare l'incantesimo. Ma suo padre, il re, non crede nelle fiabe, e si oppone ai sogni di Égon.

Uno dei motivi per cui dovreste correre subito a vedere Belle dormant, ultimo film di Ado Arrietta, è che contiene uno dei più bei momenti di “amore a prima vista” mai mostrati al cinema, almeno negli ultimi anni. Lei è una fata (Agathe Bonitzer) dai lineamenti decisi, magnetici. Lui è il principe di Lettonia: biondo, riccioluto. C’è una festa, lui scende le scale. Lei è appoggiata alla parete. Lui passa e non la vede. Inizia a ballare. Lei lo osserva. Va verso di lui. Finalmente il principe si accorge di lei. Ballano. Inizia uno strano corteggiamento molto rock’n’roll. Si guardano. Per un attimo escono dall’inquadratura, si ritrovano. Chi pensasse a Pulp Fiction si becca subito una bacchettata sulle nocche delle dita. In punizione. Ado Arrietta è cresciuto vedendo da bambino, fino allo sfinimento, Il mago di Oz. Poi sono arrivati i film di Cocteau e di Godard. Questo momento di danza e di seduzione è davvero una specie di sopravvivenza, un gesto molto nouvelle vague, distante dal citazionismo freddo di Tarantino. E poi Ado sa cosa vuol dire filmare la danza, dato che negli anni 70 riprendeva a Parigi le Gazolines, sublime gang di travestiti, in film come Tam Tam, Gli intrighi di Couski. Quei film erano una vera festa mobile. Belle dormant, ennesima variazione della fiaba raccontata da Perrault, esce proprio a ridosso delle polemiche per un “bacio non consenziente” del principe azzurro. Sarebbe bello chiedere ad Ado cosa ne pensa. Intanto correte a vedere questo film: sublime artificio, puntuta riflessione sul tempo. Insomma, una fiaba davvero moderna.

Rinaldo Censi- Film tv