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marzo
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L'agente segreto

di Kleber Mendonça Filho — Brasile, Francia, Paesi Bassi, Germania, 2025, 158'
con Wagner Moura, Maria Fernanda Cândido, Gabriel Leone, Carlos Francisco, Alice Carvalho

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Nel 1977, in un Brasile ancora straziato dalla dittatura militare, prende vita la storia di Marcelo. Insegnante quarantenne che, nel lasciarsi alle spalle un passato problematico, arriva nella città di Recife nella speranza di costruirsi una nuova vita e riconnettersi con la sua famiglia. Giunto lì, ben presto si rende conto che la nuova città è molto diversa dal rifugio idilliaco che sperava di trovare. Un racconto teso e avvincente sulla sorveglianza, la paranoia e le ombre del potere.

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Il film viene proposto anche in versione originale sottotitolata in italiano, gli orari sono consultabili nella relativa scheda:
https://ilcinemadelcarbone.it/film/lagente-segreto-vo
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Con il suo ultimo film, da poco arrivato nelle sale italiane, Mendonça Filho confermadi essere in grado di dosare efficacemente i generi, mescolando noir e thriller politico, atmosfere western e un cinema civile che ricorda la lezione del Cinema Novo brasiliano degli anni Sessanta, ma con un gusto molto personale. 

Il regista brasiliano è bravo a giocare con le aspettative dello spettatore, come nella scena di apertura del film, carica di tensione, e a partire anche dal titolo. Ne l‘Agente segreto, infatti, non c’è nessun agente segreto. Il protagonista (interpretato da un bravissimo Wagner Moura, primo attore brasiliano candidato agli Oscar, fresco di Golden Globe e Prix d’interprétation masculine a Cannes) è Armando, ricercatore universitario che torna a Recife (città natale e ambientazione di molti film di Mendonça Filho) durante il carnevale per riabbracciare suo figlio Fernando, lasciato alle cure dei nonni materni dopo la morte della moglie. Qui trova ospitalità presso dona Sebastiana, anziana battagliera che accoglie e nasconde profughi e perseguitati politici. Siamo infatti nel Brasile del 1977 e, come avvisa il prologo del film, qui succedono cose bizzarre.

C’è la dittatura militare, la polizia è corrotta e violenta, i festeggiamenti del carnevale invadono la città, la burocrazia è un gioco all’improvvisazione, e niente è davvero ciò che sembra. Neanche Armando, che a Recife è costretto a usare un’altra identità facendosi chiamare Marcelo, perché in passato ha ostacolato le attività di un imprenditore corrotto, e adesso due killer da lui assoldati lo seguono per “fargli un buco in faccia”. Il tutto condito da gustose citazioni filmiche –  come nel suo bellissimo Retratos Fantasmas del 2023, anche qui il Cinema SãoLuiz, tra i cinema de rua più longevi del Brasile, è quasi uno dei protagonisti del film, con le sue sale di proiezione, le locandine de Lo Squalo, King Kong, il Presagio, Pasqualino Sette Bellezze  – e riferimenti molto dettagliati  alla cultura locale e alla quotidianità di quegli anni, come la famigerata gamba pelosa che si diceva andasse di notte a punire le persone impegnate in atti sessuali e promiscuità varie (leggenda che girava davvero a Recife in quegli anni, e che per i giornalisti era diventato un modo per aggirare la censura e parlare delle repressioni) oppure gli orelhão, iconiche cabine telefoniche brasiliane create dalla designer Chu Ming Silveira. 

Come il film precedente, L’agente segreto è un film sulla perdita e sulla memoria. Non a caso vi è tra le due opere, pur nella loro diversità, una forte intertestualità nelle ambientazioni, persino nei personaggi: il proiezionista de L’agente segreto è chiaramente ispirato al “Signor Alexander”, uno dei principali responsabili dell’amore di Mendonça Filho per il cinema. 

Mario Luongo, Lucy sulla cultura

Candidato a quattro premi Oscar, tra cui Miglior film internazionale.