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Le sorelle Macaluso

di Emma Dante — Italia, 2020, 89'
con Viola Pusateri, Eleonora De Luca, Simona Malato, Susanna Piraino, Serena Barone, Maria Rosaria Alati, Anita Pomario, Donatella Finocchiaro, Ileana Rigano, Alissa Maria Orlando, Laura Giordani, Rosalba Bologna

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Maria, Pinuccia, Lia, Katia, Antonella. L’infanzia, l’età adulta e la vecchiaia di cinque sorelle nate e cresciute in un appartamento all’ultimo piano di una palazzina nella periferia di Palermo, dove vivono da sole, senza genitori. Una casa che porta i segni del tempo che passa, come chi ci è cresciuto e chi ancora ci abita. La storia di cinque donne, di una famiglia, di chi va via, di chi resta e di chi resiste.

Le sorelle Macaluso, presentato nel concorso di Venezia 77, è la seconda avventura cinematografica per Emma Dante, dopo Via Castellana Bandiera, che pure venne presentato al Lido, che era tratto a sua volta da un libro dell’eclettica artista palermitana. Questa volta il film è l’adattamento proprio di un suo spettacolo teatrale di grande successo. Inutile dire che la regista evita il teatro filmato per un lavoro teatrale che è infilmabile, che richiede tutta una serie di aperture figurative e narrative.  Emma Dante trasferisce la sua eccentricità della messa in scena sul palcoscenico in un’eccentricità del linguaggio della macchina da presa. E trova nel cinema un sapore scenografico che nel suo teatro povero, nel suo spazio vuoto teatrale non aveva mai perseguito. 

Emma Dante ha rappresentato uno dei nomi cardine della nuova scena teatrale italiana a partire dagli anni 2000, con certi suoi spettacoli che sono diventati dei cult e che hanno ricevuto tanti riconoscimenti. È stata anche scelta per la regia lirica di una prima della Scala, una Carmen nel 2009, che le attirò le critiche dei bempensanti tradizionalisti capitanati da Zeffirelli per la sua messa in scena innovativa e sperimentale. Possiamo perdonarle alcuni ingenui estetismi. Ma con il suo secondo film, il suo universo poetico, che a teatro stava un po’ smorzandosi, trova nel cinema una nuova linfa creativa. E restituisce un ritratto potentissimo di un universo matriarcale palermitano che diventa parabola della caducità e della fragilità della vita

Quinlan.it