Palestina 36 - Quando tutto ebbe inizio
di Annemarie Jacir — Palestina, Gran Bretagna, Francia, 2025, 119'
con Jeremy Irons, Liam Cunningham, Robert Aramayo, Billy Howle, Christopher Villiers
guarda il trailer • acquista il biglietto
1936. Mentre i villaggi della Palestina si ribellano al dominio coloniale britannico, Yusuf si divide tra la sua casa di campagna e Gerusalemme, dove si respire grande irrequietudine, desiderando un futuro al di là dei crescenti disordini. Ma la storia è inesorabile. Con il numero crescente di immigrati ebrei in fuga dall’antisemitismo in Europa e la popolazione palestinese che si unisce nella più grande e lunga rivolta contro il dominio britannico durato 30 anni, tutte le parti precipitano verso un inevitabile scontro in un momento decisivo per l’Impero britannico e il futuro dell’intera regione.
-------------------------------------------------------------
Il film viene proposto anche in versione originale sottotitolata in italiano, gli orari sono consultabili nella relativa scheda:
https://ilcinemadelcarbone.it/film/palestina-36-vo
--------------------------------------------------------------
Palestine 36 non è solo una rievocazione storica ma una lezione sul senso di appartenenza e l’obbligo della memoria. Bisogna partire dal presente per guardare il film di Annemarie Jacir. Palestine 36 racconta l’inizio della prima grande rivolta palestinese di massa contro l’occupazione britannica e il movimento sionista, avvenuta nel 1936 e che ha portato alla condizione attuale, al presente.
Yusuf è un giovane palestinese diviso tra il suo villaggio e il lavoro a Gerusalemme: emblema della frattura tra il mondo rurale dedito alla tradizione e alla comunità e quello raffinato sotto l’autorità del governo britannico. La sua figura lega tutti i personaggi della storia: le persone del suo villaggio, schiacciati, piedi in testa, dal colonialismo britannico, intensificato dall’arrivo dei rifugiati ebrei, e chi perpetra questo sopruso con ferocia e arroganza, tra cui c’è Jeremy Irons nel ruolo dell’Alto Commissario Arthur Wauchope.
Molti sono i fili del racconto ed è avvincente perdersi tra i personaggi. Il valore è duplice: oltre ad accrescere una trama speziata e stimolante, i personaggi offrono la possibilità di ampliare lo sguardo storico. Così, tra chi imbraccia fucili, chi indice scioperi e chi si prende cura dei rivoluzionari si percepisce che non c’è alternativa alla resistenza. Emerge anche la figura di Khouloud, coraggiosa giornalista, parte della resistenza palestinese non armata e moglie di un ricco palestinese che non disdegna di mantenere contatti con i colonizzatori. Khouloud oppone la penna alle violenze britanniche e risveglia un senso di appartenenza forse perduto. Di fronte agli orrori compiuti dall’esercito, l’indifferenza diventa un lusso inaccettabile e la sua lotta un monito universale. [...]
Palestine 36 è efficace nelll’alternare le immagini di repertorio e le riprese di Jacir, che ha molto insistito per tornare in Palestina, ritenendo importante l’autenticità dei luoghi. Questo perché anche la realizzazione del film si è confrontata con il presente. Dopo gli avvenimenti del 7 ottobre 2023, la produzione è prima stata sospesa e poi trasferita in Giordania. Nonostante le difficoltà e le pressioni per filmare altrove (come Cipro o Malta), Jacir è voluta tornare in Palestina dove per quattro volte ancora le riprese sono state interrotte, ma dove infine ha ritrovando i colori e il calore di un paese sano ed autentico. Questa condizione ha portato la regista ad interrogarsi circa l’importanza di questo film di cui, afferma, se ne sia accorta una volta finito, quando ha realizzato che per capire il presente bisogna conoscere il passato. Palestine 36 racconta il passato, il finale è qui ed ora.
Leonardo Ricci Lucchi, SentieriSelvaggi



