giovedì
20
giugno

The Wedding Party

di Leslye Headland — USA, 2012, 87'
con Kirsten Dunst, Isla Fisher, James Marsden, Adam Scott, Lizzy Caplan, Rebel Wilson, Arden Myrin, Hayes MacArthur,

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Regan, prima per definizione in tutto nel gruppo delle amiche, muore di invidia alla notizia che una di loro (soprannominata ai tempi del liceo "Faccia di maiale") stia per sposarsi bruciandole la possibilità del primato in materia. È costretta però a fare finta di nulla e ad accettare l'invito alle nozze insieme ad altre due amiche. Una è Gena che non smette mai di parlare di sesso con grande volgarità e di sniffare cocaina e l'altra è Katie, decisamente svaporata. La notte prima delle nozze uno scherzo di troppo (che porta alla lacerazione dell'abito da sposa) le costringerà a un vortice di situazioni per tentare di porre rimedio al danno procurato.

La distruzione di ogni tabù e dignità femminile arriva anche stavolta attraverso un delirante e catastrofico addio al nubilato. Kristen Dunst, cattivella e con manie di perfezione, Isla Fisher,simpatica e un po’ tarata, e una ninfo-malinconica interpretata da Lizzy Caplan, sono le protagoniste di un altro addio prematrimoniale (filone con cui Hollywood da tempo “va a nozze”), che nonostante l’inflazione di genere riesce a divertire, regalando addirittura generosi momenti di tensione per gli esiti imprevedibili delle “incresciose” vicende mostrate. Film come questo giocano a chi la spara più grossa e Leslye Headland ottiene un ottimo punteggio a suon di disastri e profanazioni di quello che, ancora oggi, è il rito più meticoloso della nostra società, il matrimonio.
I titoli di testa, in cui vengono presentate le tre ex-compagne più carine e tremende del liceo e anche l’obesa futura sposa, soprannominata “faccia di maiale” (che ha la pessima e autolesionista idea di riunire il trio “bollente”), ci danno un assaggio del ritmo che il film mantiene costante e incalzante per tutta la sua durata.
E se la Headland dimostra di essere stata a scuola di colpi bassi dai maschi e di saper tenere alto il tiro dello sguardo, spesso oltraggioso verso sé stessa e verso il mondo femminile che conosce, dà prova anche di una scrittura solida e mai sfilacciata o casuale che, anche utilizzando la carta dell’eccesso, riesce a sostenere e ben tratteggiare i personaggi. The Wedding Party è un film che funziona, forte di un lavoro di squadra ben assemblato e dell’ interpretazione delle protagoniste, davvero brave e credibili nel diventare “ragazze sull’orlo di una crisi di nervi”, pronte a usare il sesso come passepartout, ma allo stesso tempo schiacciate dalle proprie irraggiungibili proiezioni di successo, bellezza e amore, abituate come sono ad affogare ogni amarezza con il divertimento più estremo.

Elisa Salvadori, comingsoon.it